KISS
Quello che realmente ho tentato di fare nei miei primi film è stato mostrare
come le persone possano incontrarsi, cosa possano fare e dirsi. L’idea era
tutta qui: due persone che facevano conoscenza. E allora si capiva l’assoluta
semplicità della cosa, si capiva in cosa consistesse. Quei film mostravano
persone che agivano ed interagivano con altre. Quasi dei documentari.
Andy Warhol
- Kiss è nuovo perché è adesso, ma anche poco fa.
- Kiss è riproduzione serializzata, serigrafata,moltiplicata, di un gesto che si propaga viralmente: il bacio.
- Kiss è una temporalità queer che non trascorre verso nessun paradiso.
- Kiss boicotta la narrazione riorganizzando lo spazio scenico secondo un’idea di comfort e di simultaneità.
- Kiss abita letteralmente la scena.
- Kiss non è meritocratico.
- Kiss è un multi-organismo che si muove in autonomia.
- Kiss è un documentario o, volendo, un oggetto capelluto.
- Kiss apre le porte e le lascia aperte per poter entrare ed uscire.
- Kiss può trasmettere batteri.
- In Kiss le economie sono argomento di produzione di discorso.
- Kiss non traduce ma converte linguaggi.
1964. Poco dopo aver raggiunto una grandissima popolarità con il ritratto di Marylin Monroe, Warhol fa uscire il suo secondo anti-film, “Kiss”, 54 minuti di silenzio accompagnati da una lunga sequenza di baci.
L’opera, dal carattere rivoluzionario e trasgressivo, sfidava le leggi e il sistema Hollywoodiano, mettendo in campo una casistica umana assolutamente vietata al tempo: baci tra persone dello stesso sesso, o di diversa etnia o razza. Può oggi un bacio avere la stessa forza? E in termini più ampi, può ancora un’azione essere un manifesto?
Questo è il nostro punto di partenza, rimettendo in campo i corpi in azione, tentando di far scrittura con essi, senza sovrascrivere, cercando di farli reagire col presente, in modo chimico, come un bacio.
“NON SI AGGIUNGE AL MONDO IL PATHOS DEL MONDO”
Riferimenti: Andy Warhol Kiss 1963 (film); Sleep 1964 (film); Dance Diagrams; Death and Disaster Series; La filosofia di Andy Warhol. Da A a B e viceversa 1975; J.E. Muñoz, Cruising Utopia. The Then and There of Queer Futurity, NYU Press 2009; Susan Sontag, Note su camp, 1964.
con Andrea D’Arsiè, Zoe Francia Lamattina, Michela Depetris, Costanza Nani, Beatrice Boschiero, Alex Paniz, Ida Malfatti, Claudia Veronesi, Emilia Verginelli, Clara De Pin, Martina Bacher, Bruno Camargo, Umberto Ghidini, Brianda Maxciel Carreras Santana, Umberto Zanette, Paolo Vanoli, Nico Guerzoni, Fedra Morini, Giuseppe Maria Martino, Maziar Firouzi, Orlando Izzo, Ilenia Caleo, Silvia Calderoni
da un desiderio di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo
produzione Santarcangelo Festival, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Motus
con il supporto di Gucci
e la partecipazione di Dialoghi, Residenze delle arti performative a Villa Manin
progetto supportato da Boarding Pass Plus Danza